Perchè "Now and Then" è il regalo più grande che i Beatles potevano farci?
- 2 nov 2023
- Tempo di lettura: 3 min
Il mio pensiero spassionatamente romantico sui Beatles e sul loro "nuovo" singolo.

Ho sempre nutrito particolare invidia per coloro che hanno avuto la fortuna di vivere gli anni in cui i Beatles pubblicavano dischi. Avrei voluto vivere tra i giovani che imitavano i loro abbigliamenti, i loro tagli di capelli, che compravano e consumavano puntine di giradischi sui loro album. Avrei voluto regalare ad una ragazza un biglietto per un loro concerto (anche se in Italia i Beatles ci sono stati solo per una tournèe) consapevole del fatto che quella sera sarebbero stati loro l’unico punto focale; consapevole di passare in secondo piano di fronte a quattro giovani di Liverpool affascinanti ed incredibilmente bravi nel suonare; ma soprattutto consapevole che quella sera, quella ragazza, avrebbe urlato, pianto e gioito come non mai e che forse mi avrebbe ringraziato a vita, per quel regalo stupendo; ed io come lei quel concerto non lo avrei dimenticato mai.
Perché tutto questo preambolo? Perché i Beatles, fuori da ogni stupida disputa (sei sponda Beatles o Stones?) hanno rivoluzionato il modo di suonare di tutte le generazioni a loro successive e forse un po’ anche il modo di stare al mondo. Non possiamo pensare al pop e al rock senza pensare ai Beatles. Né tantomeno alla musica cantautorale o quella leggera. Tutto parte da lì, dalla Liverpool degli anni ’60 e da quattro ragazzi che dal Cavern Club partirono per conquistare il mondo.

Oggi mi sono un po' sentito negli anni ’60 poichè oggi 2 Novembre 2023, è uscito un “nuovo” singolo dei Beatles. E sembra davvero strano dirlo, ma è così! Anacronistico vero, ma emozionante.
Ma perché, per me, oggi c’era bisogno di Now and Then? Non bastavano ai Fab Four i 13 album pubblicati (altro fattore assurdo: in 13 album e 10 anni di attività questi ragazzi hanno fatto la storia della musica) di cui l’ultimo ben 53 anni fa?
Per me, potevano bastare fino a ieri. Perché dentro quei dischi sento l’essenza della musica che si è sviluppata di conseguenza. Sento ogni singola sfaccettatura del pop, del rock’n roll, del beat fino all’acidità dell’hard rock di Helter Skelter. Sento linee di basso allucinanti come in Penny Lane, Come Together o With a Little Help from My Friends; la batteria minimale e funzionale di Ringo, che ha inventato la microfonazione, l’utilizzo e l’impugnatura delle bacchette e l’accordatura di pelli e sordine che ancora oggi sentiamo suonare nel pop moderno; le chitarre di Lennon e Harrison da sempre chitarristi sottovalutati, ma anche loro immensi rivoluzionari. E non parlo di testi e voci per non dilungarmi di parecchio sull’argomento.
Il fatto che oggi sia uscito un nuovo brano, che fa rivivere John (indubbiamente partito troppo presto per l’altro mondo per mano di un pazzoide criminale) e George, ci fa capire che ancora oggi i Beatles suonano bene. Ancora oggi i Beatles potrebbero essere nel mercato (per palati fini si intende). Perché c’è un po' di Beatles in ogni musicista e cantante che si accinge a diventare tale; e forse pochi lo sanno, pochi lo comprendono. È innato il Beatles che c’è in noi, e lo si può carpire solo ascoltando qualche melodia di McCartney, qualche testo di Lennon, qualche fill minimale di Ringo o qualche assolo di Harrison (vedasi Something o Let it be).

Oggi serve ascoltare Now and Then, come un regalo prezioso, per comprendere quel piccolo Beatles che è in noi, per accettare che senza di loro, nulla sarebbe stato assolutamente possibile nel panorama musicale odierno.
Ascoltando la voce di John e l'assolo slide di Harrison, su una melodia struggente e ancora una volta geniale, potreste essere presi da una grande malinconia, ma anche da una immensa voglia di riascoltare l’intera discografia, di reimmergervi nelle voci, nei sentimenti, nell’amore, nelle paure, nella Liverpool, nelle strade e nella vita di quattro ragazzi che con la loro musica hanno cambiato il mondo.



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